# Backlink Nofollow: Guida Completa per Aziende

> Cosa sono i backlink nofollow e perché sono cruciali per la SEO aziendale. Guida pratica per evitarne gli errori e sfruttarne il valore.

Published: 2026-03-26 · Updated: 2026-03-26 · Author: Erhan Kocabas · Source: https://bilarna.com/it/blog/backlink-nofollow · Markdown: https://bilarna.com/it/blog/backlink-nofollow.txt

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## Cos'è un Backlink "Nofollow"?

Un backlink "nofollow" è un collegamento ipertestuale da un sito web a un altro che include l'attributo HTML rel="nofollow", istruendo i motori di ricerca di non considerare quel link come un "voto di fiducia" ai fini del ranking. È un segnale tecnico fondamentale nel panorama SEO moderno.

La frustrazione per le aziende nasce dall'incertezza: gestire male il profilo dei link può portare a sanzioni dai motori di ricerca o a uno spreco di risorse in campagne di link building inefficaci.

- **Attributo rel="nofollow"**: L'istruzione HTML (rel="nofollow") inserita nel tag del link (<a>) che comunica ai crawler di non trasmettere "link equity".

- **Link Equity (o PageRank)**: La metrica, semplificata, di autorità che un link può trasmettere da una pagina all'altra. Un link "dofollow" (il default) la trasmette, un "nofollow" no.

- **Web Spam**: La pratica dannosa di creare link manipolativi per influenzare i ranking. L'attributo nofollow è stato creato da Google nel 2005 proprio per contrastare questo fenomeno.

- **Profilo dei backlink**: L'insieme totale di link in entrata (nofollow e dofollow) verso il tuo sito. Un profilo naturale e diversificato è fondamentale.

- **UGC (User-Generated Content) e Link a pagamento**: Due aree dove Google raccomanda espressamente l'uso di nofollow (es. commenti di blog, post su forum, contenuti sponsorizzati).

- **Segnali di ranking**: Mentre un link nofollow non trasmette direttamente PageRank, può comunque portare traffico di riferimento e, indirettamente, segnali di qualità se associato a contenuti rilevanti.

Questa conoscenza beneficia principalmente i team di marketing e SEO, aiutandoli a costruire una strategia di link building sostenibile, a mitigare i rischi di penalizzazioni e a valutare correttamente le opportunità di collaborazione.

**In breve:** Un backlink nofollow è un collegamento che dice ai motori di ricerca di non considerarlo come un voto di fiducia per il ranking, ed è uno strumento essenziale per un SEO etico e sicuro.

## Perché è importante per le aziende

Ignorare la gestione strategica dei link nofollow porta a un profilo di backlink innaturale, aumenta il rischio di penalizzazioni SEO e fa sprecare budget in attività di link building che non generano valore diretto per il ranking.

- **Rischio di penalizzazioni manuali**: Acquistare link dofollow o non marcare come nofollow i contenuti sponsorizzati è una violazione delle linee guida di Google. La soluzione è usare sistematicamente nofollow per tutti i link a pagamento o di dubbia origine.

- **Perdita di credibilità e fiducia**: I partner e gli utenti esperti possono controllare i vostri link. Un profilo non trasparente danneggia la reputazione. La soluzione è adottare una politica chiara e onesta nella marcatura dei link.

- **Analisi SEO imprecisa**: Valutare una campagna di PR o di collaborazione basandosi solo sui link dofollow è miope. La soluzione è tracciare anche i link nofollow per misurare la visibilità della marca, il traffico di riferimento e l'acquisizione di clienti potenziali.

- **Scarsa diversificazione del profilo link**: Un profilo composto al 100% da link dofollow appare innaturale e manipolativo agli algoritmi. La soluzione è puntare a un mix naturale che includa anche link nofollow di alta qualità da fonti autorevoli.

- **Spreco di risorse in outreach inefficace**: Contattare blog solo per ottenere un link dofollow ignora il valore del traffico reale. La soluzione è identificare siti con pubblico rilevante, anche se utilizzano nofollow, poiché possono comunque guidare clienti.

- **Mancata protezione del sito**: Aprire sezioni come commenti o forum senza nofollow rende il sito vulnerabile allo spam e a link tossici. La soluzione è applicare nofollow automaticamente a tutti i link in User-Generated Content.

- **Difficoltà nel confrontare fornitori SEO/PR**: Un fornitore che promette solo link dofollow potrebbe usare tattiche rischiose. La soluzione è chiedere una strategia trasparente che spieghi il ruolo sia dei link dofollow che nofollow.

**In breve:** Gestire strategicamente i link nofollow protegge dalle penalizzazioni, crea un profilo link credibile e permette di misurare il vero ROI delle attività di visibilità online.

## Guida passo passo

Districarsi tra quando usare nofollow, dofollow o altri attributi può creare confusione, portando a decisioni inconsistenti.

### Passo 1: Mappare le fonti di link esistenti

L'ostacolo è non sapere da dove vengono i link al tuo sito. Usa uno strumento di analisi backlink (come Ahrefs, Semrush o la Search Console) per esportare il tuo profilo. Filtra e classifica i link per dominio di provenienza e tipo (dofollow/nofollow).

### Passo 2: Stabilire una politica interna chiara

L'ostacolo è la mancanza di linee guida per il team. Crea un documento che specifichi quando usare nofollow. Deve includere:

- **Contenuti sponsorizzati/a pagamento:** Sempre nofollow.

- **Guest post e PR:** Generalmente nofollow, a meno che non sia una partnership editoriale pura e non a pagamento (valutare caso per caso).

- **Commenti di blog, forum, recensioni utente (UGC):** Sempre nofollow, preferibilmente applicato automaticamente.

- **Widget e badge:** Di solito nofollow.

- **Link interni:** Mai usare nofollow, bloccherebbe la scansione del tuo sito.

### Passo 3: Correggere gli errori critici nel sito

L'ostacolo sono link tossici o non conformi già presenti. Verifica le pagine più importanti. Usa un crawler (come Screaming Frog) per trovare tutti i link in uscita dal tuo sito. Applica nofollow a:

- Link in aree di commenti non moderate.

- Link a siti di dubbia affidabilità.

- Link a pagine sponsorizzate o di affiliazione che non usano già attributi specifici (es. sponsored, ugc).

### Passo 4: Implementare tecnicamente gli attributi

L'ostacolo è la corretta implementazione del codice. Per un singolo link, il codice HTML corretto è: <a href="https://esempio.com" rel="nofollow">Testo Link</a>. Per implementazioni di massa (come tutti i commenti), configura il tuo CMS (es. WordPress) per aggiungere l'attributo automaticamente.

### Passo 5: Comunicare la policy a partner e fornitori

L'ostacolo è che un fornitore potrebbe pubblicare un link a tuo nome senza seguire le regole. Includi la tua politica sui link in ogni contratto o brief di collaborazione. Chiarisci che i link a pagamento devono essere marcati come nofollow (o sponsored).

### Passo 6: Monitorare e rivalutare regolarmente

L'ostacolo è "impostare e dimenticare". I trend SEO cambiano. Controlla mensilmente i nuovi backlink nella Search Console. Verifica che i link da campagne a pagamento siano marcati correttamente. Adegua la tua politica in base agli aggiornamenti delle linee guida dei motori di ricerca.

**Come verificare rapidamente:** Fai clic con il tasto destro su qualsiasi pagina web e seleziona "Ispeziona" (o "Esamina elemento"). Cerca il tag del link (<a>) e controlla la presenza di rel="nofollow" o rel="sponsored".

**In breve:** Gestisci i link nofollow definendo una policy, correggendo gli errori esistenti, implementando correttamente il codice e comunicando le regole a tutti i partner.

## Errori comuni e segnali d'allarme

Questi errori persistono spesso a causa di una conoscenza SEO superficiale, della pressione per risultati rapidi o della mancanza di processi interni di controllo qualità.

- **Nofollow su tutti i link in uscita**: Blocca la scoperta del web da parte dei motori di ricerca e appare innaturale. **Correzione:** Usa nofollow solo per link a pagamento, non moderati o di dubbia qualità. I link a fonti autorevoli e pertinenti possono (e spesso dovrebbero) essere dofollow.

- **Dimenticare i link sponsorizzati o di affiliazione**: È una violazione diretta delle linee guida. **Correzione:** Implementa un processo di revisione per ogni contenuto a pagamento. Usa l'attributo rel="sponsored" che è più specifico di nofollow.

- **Concentrarsi solo sul conteggio dei dofollow**: Porta a sottovalutare campagne di visibilità di marca o PR di grande impatto. **Correzione:** Traccia le metriche di business (traffico, lead, vendite) provenienti da tutti i link, non solo il loro valore SEO presunto.

- **Acquistare pacchetti di link "nofollow" low-quality**: Spreco di budget, in quanto questi link non hanno valore né per il ranking né per il traffico. **Segnale d'allarme:** Un fornitore che vende "link nofollow" come servizio SEO primario. **Correzione:** Cerca collaborazioni organiche basate su contenuti di valore, non acquistare link.

- **Non aggiornare gli attributi per i vecchi contenuti**: Un post sponsorizzato di anni fa potrebbe ancora avere link dofollow. **Correzione:** Esegui un audit annuale dei contenuti a pagamento più vecchi e aggiorna gli attributi dei link.

- **Ignorare i link "tossici" in entrata con nofollow** Anche se un link tossico ha nofollow, la sua presenza nel tuo profilo può essere un segnale negativo per una revisione manuale. **Correzione:** Utilizza lo strumento "Disconosci" nella Google Search Console per segnalare link spammy e indesiderati, anche se nofollow.

- **Fidarsi ciecamente dei plugin SEO**: Alcuni plugin potrebbero avere impostazioni predefinite errate. **Correzione:** Verifica manualmente il codice HTML di alcune pagine dopo aver configurato un plugin per assicurarti che gli attributi siano applicati correttamente.

**In breve:** Evita gli errori più comuni non usando nofollow in modo indiscriminato, marchando sempre i contenuti a pagamento e valutando i link per il loro reale impatto sul business, non solo per un attributo.

## Strumenti e risorse

Scegliere gli strumenti giusti è fondamentale per automatizzare i controlli e ottenere dati affidabili senza sprecare tempo.

- **Strumenti di analisi backlink** - Risolvono il problema di scoprire e classificare i link in entrata e in uscita. Usali per audit iniziali e monitoraggio continuo (es. Ahrefs, Semrush, Moz).

- **Google Search Console** - Lo strumento gratuito e indispensabile per vedere i link che Google rileva effettivamente verso il tuo sito, con la possibilità di filtrarli per "nofollow". Usalo come fonte di verità primaria.

- **Crawler di siti web** - Risolvono il problema di analizzare i link in uscita dal tuo sito su larga scala. Usali per audit tecnici interni (es. Screaming Frog, Sitebulb).

- **Plugin per CMS** - Risolvono il problema di applicare automaticamente attributi nofollow a sezioni specifiche (come commenti) o a link singoli. Usali per implementare la tua policy in modo coerente su WordPress o altri sistemi.

- **Strumenti di monitoraggio della marca** - Risolvono il problema di trovare menzioni non collegate (che potrebbero essere trasformate in link) e di tracciare la visibilità online. Usali per campagne PR e di relazioni pubbliche (es. Mention, Brand24).

- **Linee guida ufficiali dei motori di ricerca** - Risolvono il problema dell'incertezza su cosa sia consentito. Consultale (come le Google Search Essentials) per definire la tua politica interna ed evitare rischi.

**In breve:** Combina strumenti di analisi, crawler e le linee guida ufficiali per gestire i link nofollow in modo efficace e conforme.

## Come Bilarna può aiutare

Trovare fornitori di servizi SEO, PR digitali o agenzie di marketing che comprendano e applichino correttamente queste best practice è complesso e richiede tempo.

Bilarna è un marketplace B2B che utilizza l'intelligenza artificiale per abbinare aziende a fornitori di software e servizi verificati. Per le attività legate alla strategia dei link e alla SEO tecnica, la piattaforma può aiutarti a identificare professionisti o agenzie con competenze comprovate in aree come l'audit dei backlink, la link building etica e la conformità alle linee guida.

Il programma di fornitori verificati di Bilarna valuta l'affidabilità e l'esperienza dei provider. Questo ti aiuta a ridurre il rischio di collaborare con partner che utilizzano tattiche SEO obsolete o rischiose, come l'acquisto di link o la gestione negligente degli attributi nofollow. Puoi confrontare opzioni in base a criteri concreti e feedback del settore.

## Domande frequenti

### D: Un link nofollow ha alcun valore SEO?

Sì, ma non direttamente per il ranking nella sua accezione classica (PageRank). Il suo valore principale è:

- **Traffico di riferimento:** Può portare visitatori qualificati al tuo sito.

- **Diversificazione del profilo:** Un mix naturale di link include sia dofollow che nofollow.

- **Scoperta:** I crawler possono comunque seguire il link per scoprire e indicizzare nuove pagine del tuo sito.

Non ignorare un'opportunità di link solo perché è nofollow, valuta il traffico potenziale e l'autorevolezza della fonte.

### D: Qual è la differenza tra "nofollow", "sponsored" e "ugc"?

Sono tutti attributi che dicono ai motori di ricerca di non trasmettere PageRank. La differenza è nella semantica:

- **rel="sponsored"**: Per link a pagamento, banner pubblicitari, contenuti sponsorizzati.

- **rel="ugc"**: Per link inseriti dall'utente, come commenti o post nei forum.

- **rel="nofollow"**: Rimane un'opzione generica, ma Google raccomanda di usare "sponsored" o "ugc" quando applicabile per una maggiore precisione.

Il passo successivo è aggiornare la tua policy per includere "sponsored" e "ugc" dove rilevante.

### D: Devo chiedere a un sito di cambiare un link da nofollow a dofollow?

Generalmente no, è considerata una pratica spammy e può danneggiare la relazione. Concentrati invece sul fornire valore tale che il sito voglia naturalmente linkarti con un link editoriale (che tipicamente è dofollow). Se il link esiste già, il passo successivo è ringraziare per la menzione e valutare se quel canale porta comunque traffico rilevante.

### D: Come posso sapere se un link verso il mio sito è nofollow?

Puoi usare la Google Search Console (nella sezione "Link") o strumenti di analisi backlink di terze parti. Per un controllo rapido su un link specifico, usa il metodo "Ispeziona elemento" nel browser per cercare l'attributo rel="nofollow" nel codice del link.

### D: L'attributo nofollow è obbligatorio per legge (es. GDPR)?

No, il GDPR regola la protezione dei dati personali, non la linkazione. Tuttavia, la trasparenza sui contenuti sponsorizzati è regolata in molti paesi dalle norme sulla pubblicità e dal diritto dei consumatori. Marcare chiaramente i link a pagamento come "sponsored" o "nofollow" è una buona pratica sia per la conformità SEO che per l'onestà verso gli utenti.

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*Published on [Bilarna](https://bilarna.com) — AI Visibility & B2B SaaS marketplace*